
Acat e la giornata contro tortura
24 giugno 2021
La proposta di una catena mondiale di preghiera per sostenere le vittime di tortura, nella notte tra venerdì e sabato
In occasione della Giornata internazionale per le vittime della tortura (26 giugno), istituita dalle Nazioni Unite, Acat-France promuove come ogni anno, in partenariato con i giornali “Réforme” (protestante) e “La Croix” (cattolico) una “Nuit des veilleurs”, cioè una notte dei “guardiani”, tradotto in italiano con “notte delle veglie”.
Si terrà tra venerdì e sabato prossimi, ed è rivolta non soltanto ai credenti cristiani (protestanti, cattolici e ortodossi), ma a tutti quanti si dichiarano e agiscono contro la tortura nel mondo.
Questa iniziativa, ecumenica e intergenerazionale, giunta alla 16ma edizione, si traduce in una preghiera, in momenti di riflessione e comunione, quest’anno accompagnati dal versetto “Vai con la forza che hai!” (Giudici 6, 14) e si propone di formare una vera e propria catena mondiale di preghiera.
Dalla nascita di questa iniziativa, più di 160 persone hanno ricevuto sostegno e sul sito dedicato si possono trovare informazioni sulle vittime di tortura sostenute nel 2021, sulle loro condizioni di vita e di salute e su come aiutarle, attraverso una preghiera o una semplice candela alla finestra, inviando loro un messaggio, facendo una donazione. L’invito è anche a sensibilizzare gli altri al tema della violazione dei diritti umani, raccontata dalle storie di questi uomini e donne “colpevoli” di essersi battuti per le loro comunità minacciate dalle multinazionali, o di avere denunciato i soprusi di governi e polizie, o ancora di voler professare una religione “non consentita”. Tra loro c’è anche Zhang Zhan, l’avvocata e giornalista cinese che ha documentato (sostenuta da Acat France) l’inizio della pandemia Covid-19 a Wuhan, ed è detenuta da ormai un anno.
Naturalmente, anche quest’anno come già nel 2020 le tradizionali iniziative organizzate in presenza (celebrazioni ecumeniche, notti di preghiera, concerti, fiaccolate…) sono limitate, e quindi sul sito sono presenti proposte alternative, tra cui anche la possibilità di accendere una (o più) “candela virtuale” indicando il proprio nome e città.
La realtà di Acat (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura) è particolarmente vicina alle chiese protestanti italiane: infatti fu proprio la testimonianza di un pastore valdese italiano, Tullio Vinay, sulle torture compiute in Vietnam nel 1974, a stimolare Hélène Engel e Edith du Tertre a dare origine all’organizzazione ecumenica.
Poco meno di dieci anni dopo, nacque poi Acat Italia, con il contributo della chiesa valdese di Roma e del Movimento Rinascita cristiana. Oggi la sua attività è sostenuta, tra le altre, anche dai fondi otto per mille, per esempio per l’iniziativa del “Premio di Laurea Acat” dedicato alle ricerche sui temi della tortura e della pena di morte.