
Little Richard, l'architetto del rock con la fede nel cuore
11 maggio 2020
Uno dei grandi innovatori della musica del xx secolo aveva profonde radici nel cristianesimo delle popolazioni afroamericane
Sabato 9 maggio è morto all’età di 87 anni Richard Wayne Penniman, che il mondo ha conosciuto come Little Richard, uno dei più influenti artisti della storia della musica del xx secolo.
“Tutti Frutti”, datata 1955, è considerata la canzone che dà avvio alla rivoluzione del Rock and Roll. Ne seguiranno altre quali “Lucille”, "The Girl Can't Help It", "Long Tall Sally”, per quello che veniva considerato “L’architetto del rock”.
Nato in Georgia, terzo di dodici figli, come moltissimi afroamericani degli stati del Sud l’approccio al mondo della musica arriva nelle frequentazioni della chiesa. Il padre Charles era diacono della locale chiesa metodista africana, mentre la madre Leva era battista, ed è nel tempio della New Hope Baptist Church che il giovanissimo Richard inizia a cantare, soprattutto gospel e canti legati alla tradizione della segregazione. Tutta la famiglia Penniman aveva profonde radici cristiane che spaziavano dalla Chiesa metodista africana alla Chiesa episcopale a quella battista, con due zii e un nonno predicatori. Ma le sue preferite erano le locali chiese pentecostali, che considerava migliori soprattutto per l’importanza che vi ricopriva la musica.
A pochi mesi dall’uscita del suo primo album, nel 1957, Richard iniziò una tournée in Australia e in quell’occasione annunciò che stava svolgendo gli studi di teologia per il ministero pastorale all’Oakwood College di Huntsville in Alabama, un istituto della Chiesa avventista del settimo giorno. Nel 1958 fondò il Little Richard Evangelistic Team, viaggiando in tutta l’America al fine di predicare e evangelizzare, accompagnando le parole alle struggenti canzoni gospel quali “He’s not just a soldier” e “He got what he wanted”.
Venne consacrato pastore nel 1970 e riprese con forza le attività evangeliche nel 1977, dopo anni in balia di alcool e droghe. Ha evangelizzato per anni fra piccole chiese e grandi auditorium, ha celebrato matrimoni, ha predicato a funerali. Durante i suoi concerti era pratica comune la distribuzione di opuscoli religiosi.
Gospel e blues, voce potente e ritmi frenetici, Richard Penniman ha influenzato generazioni di rocker, a partie da Elvis Presley a James Brown. Un'icona dalla vita eccessiva in ogni direzione, con un'influenza enorme su tanta musica venuta dopo i suoi primi clamorosi successi.