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L’impegno delle chiese cristiane in Terra Santa e Medio Oriente

Si è conclusa ieri una visita della leadership del Consiglio ecumenico delle chiese in Israele e Palestina

Dal 7 al 12 marzo il Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha compiuto una visita in Israele e Palestina, esprimendo solidarietà alle chiese e alle popolazioni di quell’area.

La delegazione - composta da Agnes Abuom, moderatrice del Comitato centrale del Cec, dal metropolita Gennadios di Sassima e dal vescoco Mary Ann Swenson, vice-moderatori del Comitato centrale, e dal rev. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Cec - ha sottolineato l’impegno del Cec nel sostenere il processo di pace in Terra Santa e in Medio Oriente.

Nel corso della visita, la delegazione ha incontrato presso il Patriarcato latino di Gerusalemme non solo i rappresentanti delle chiese membro del Cec, tra cui il patriarca Theophilos III di Gerusalemme e il vescovo Munib A. Younan della Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa, ma anche altri leader delle chiese. Mentre presso il Centro Peres per la pace la delegazione ecumenica ha incontrato leader ebrei e musulmani, rappresentanti di gruppi per i diritti umani (sia palestinesi che israeliani), il Primo ministro Hamdallah e il Comitato di presidenza per gli affari della Chiesa in Ramallah, nonché rappresentanti di organizzazioni ecumeniche.

La delegazione è stata ospitata presso l’Inter-Church Centre di Gerusalemme, progetto congiunto delle Chiese di Gerusalemme, del Consiglio delle chiese del Medio Oriente (Mecc) e del Cec. Il Centro svolge un lavoro di coordinamento dell’azione ecumenica per la pace in quell’area. In particolare, la delegazione ha avuto modo di visionare il lavoro del Programma ecumenico di accompagnamento in Palestina e Israele del Cec (Eappi) che, oltre a promuovere azioni nonviolente per la pace di palestinesi e israeliani, svolge pressione politica per porre fine all’occupazione militare israeliana dei territori palestinesi.

«Dal 2002, più di 1.500 volontari per tre mesi sono stati “accompagnatori ecumenici” (Eas). Si tratta di un’iniziativa concreta del Cec per mostrare solidarietà e sostegno agli sforzi locali e internazionali per giungere ad una soluzione del conflitto israelo-palestinese, attraverso una pace giusta basata sul diritto internazionale e sulle risoluzioni delle Nazioni Unite», ha detto Agnes Abuom, moderatrice del Comitato centrale del Cec.

«Il nostro ruolo è di dare testimonianza cristiana al mondo e di lavorare per la giustizia e la pace», ha detto il segretario generale del Cec, rev. Olav Fykse Tveit. «Crediamo che la pace possa essere raggiunta solo con l’aiuto dell’altro. Come comunione di chiese, siamo chiamati ad intervenire a sostegno delle soluzioni pacifiche per il conflitto israelo-palestinese».

Pur essendo una minoranza religiosa in Israele e Palestina, i cristiani sono fortemente attivi e visibili nella vita pubblica.

Fonte: CEC

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