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Ancora sospese le frustate per Raif Badawi

Per il sesto venerdì consecutivo la pena inflitta al giornalista saudita non è stata eseguita

Per il sesto venerdì consecutivo, la sessione di 50 frustate nei confronti di Raif Badawi, il blogger condannato nel 2014 a 10 anni di carcere e a 1000 frustate per aver «offeso l’Islam» attraverso i contenuti del suo forum online, «Liberali dell’Arabia Saudita», è stata sospesa.

La campagna di Amnesty International comprende ora gli altri 11 prigionieri di coscienza, in carcere in Arabia Saudita solo per aver esercitato il diritto alla libertà d’espressione: Suliaman al-Rashudi, Abdullah al-Hamid, Mohammed al-Qahtani, Abdulaziz al-Khodr, Mohammed al-Bajadi, Fowzan al-Harbi, Abdulrahman al-Hamid, Saleh al-Ashwan, Omar al-Sa'id, Loujain al-Hathloul e Waleed Abu al-Khair.

Il nuovo re saudita ha annunciato la concessione di una grazia e il ministero dell’Interno ha stabilito i criteri per poterne beneficiare. Al momento non risulta che tra i beneficiari siano compresi i 12 prigionieri di coscienza.

Il caso di Raif Badawi, nel frattempo, è stato riassegnato a una corte d’appello.

All’inizio dell’anno le autorità saudite hanno stabilito che le 1000 frustate cui è stato condannato sarebbero state somministrate in pubblico a Gedda, 50 alla settimana per 20 settimane, ogni venerdì al termine della preghiera. Badawi è stato arrestato nel 2012 e da allora si trova recluso nel carcere di Briman, a Gedda.

Il 9 gennaio, Badawi è stato sottoposto alla prima serie di 50 frustate. Sono seguiti sei rinvii consecutivi, per motivi di salute o per ragioni non specificate. Sicuramente le pressioni internazionali, comprese le campagne e le raccolte firme di Amnesty International stanno giocando un ruolo nel tenere alta l’attenzione dei media sulla questione.

Fonte: Amnesty International

Foto "Raif Badawi Protest Oslo" by Dan-Raoul Miranda - https://www.flickr.com/photos/dan-raoul/16104988490/in/set-72157650307171972. Licensed under CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons.

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