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Il Cec accoglie con favore l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace ai sostenitori dei diritti umani di Bielorussia, Russia e Ucraina

Il Consiglio ecumenico delle chiese: «Chiediamo alle nostre Chiese membro e ai nostri partner ovunque di sostenere e incoraggiare il lavoro dei difensori dei diritti umani»

Il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) ha accolto con favore la notizia che il Premio Nobel per la Pace 2022 è stato assegnato all'avvocato bielorusso Ales Bialiatski, incarcerato, all'organizzazione russa per i diritti umani Memorial e al Centro ucraino per le libertà civili. I nuovi vincitori sono stati premiati per «l'eccezionale sforzo nel documentare i crimini di guerra, le violazioni dei diritti umani e l'abuso di potere» nei rispettivi Paesi, ha dichiarato il Comitato per il Nobel. «Hanno promosso per molti anni il diritto di criticare il potere e di proteggere i diritti fondamentali dei cittadini».
 
Peter Prove, direttore della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali del Cec, ha osservato che, in situazioni di conflitto e oppressione, lo spazio per l'impegno della società civile e l'azione per i diritti umani è spesso una delle prime vittime.
 
«Accolgo quindi con favore l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2022 ad Ales Bialiatski, Memorial, e al Centro per le Libertà Civili, come un importante riconoscimento dell'importanza critica di mantenere e proteggere lo spazio per gli attori della società civile per i diritti umani, specialmente in situazioni così difficili», ha detto. «Chiediamo alle nostre Chiese membro e ai nostri partner ovunque di sostenere e incoraggiare il lavoro dei difensori dei diritti umani, di riconoscere e affrontare l'esperienza delle vittime delle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo, anche e soprattutto in situazioni di conflitto violento».
 
Prove ha ricordato il messaggio «Rafforzare l'impegno cristiano per la dignità umana e i diritti umani», emerso da una conferenza ecumenica tenutasi a Wuppertal e messo online nell'aprile 2022.
 
Il messaggio afferma che siamo chiamati «ad ascoltare le vittime delle violazioni dei diritti umani e ad essere solidali con loro», e a «collaborare ecumenicamente per rafforzare coloro che subiscono attacchi perché sostengono le vittime delle violazioni dei diritti umani», ha detto Prove.
 

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