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Spinti dalla forza che la fede può dare

Un giorno una parola – commento a II Corinzi 4, 8-9

Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati, ma non uccisi 
II Corinzi 4, 8-9

Questo è un periodo di prova molto difficile per la nostra fede. La fede può vacillare quando tutto sembra cadere e non esiste spiegazione logica per ciò che si sta vivendo. La popolazione dell’intero pianeta sta vivendo come sotto attacco di un nemico invisibile, talmente forte che siamo costretti a seguire delle regole ferree sul comportamento nei confronti degli altri. Viviamo distanziati da ormai un anno e credo sia la cosa più faticosa per un essere umano. 

Dio stesso ci ha creati come esseri che non devono stare soli, la solitudine porta sconforto e depressione. I bambini maltrattati e abbandonati crescono meno dei bambini circondati dall’affetto dei loro cari. I bambini amati da adulti si sentono più sicuri e hanno maggior capacità di relazionarsi con gli altri. Abbiamo bisogno di sentirci amati e di calore umano per aumentare le nostre forze e il nostro coraggio. Abbiamo bisogno di sentire gli abbracci e le carezze per sentirci accettati così come siamo, con i nostri limiti e i nostri difetti. 

Non tutti reagiamo allo stesso modo nei momenti difficili della vita. C’è chi si lascia andare allo sconforto e non riesce a superare le difficoltà, cadendo in un vortice di disperazione e di scoraggiamento che non ha fine. C’è chi trova un punto di forza e continua a lottare senza perdere la speranza. È importante trovare un punto di riferimento, un appoggio, un sostegno. Avere qualcuno vicino, poter aggrapparsi alla sua mano, sentire il suo calore, essere ascoltato è ciò che tutti ci auguriamo di poter avere quando non stiamo bene. Ora che per via del contagio non è possibile stare vicino al proprio caro se malato, non si possono avere contatti con gli anziani nelle case di riposo, possiamo sentirci smarriti e increduli. 

Cosa differenzia chi perde ogni speranza da chi percepisce che malgrado tutto ce la può fare? Da quale forza viene sostenuto? Penso che tutto dipenda da quello che si crede, da quello che la nostra mente sente. Chi crede sa di non essere abbandonato a se stesso, sa che qualcosa accadrà perché le cose cambino nella sua vita. Spinto dalla forza che la fede può dare, il credente trova dentro di sé la capacità di reagire e di pensare ad un futuro diverso. Nulla è perduto per sempre. L’importante è continuare a lottare, mettere le basi per un futuro che comunque arriverà e non dovrà trovarci umiliati dal dolore e dalla sofferenza.

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