
Diego Lanza: l'amico professore
03 aprile 2018
Un ricordo fra politica, cultura e impegno sociale
Per molti di noi l'incontro con Diego Lanza è stato breve, ma di grande intensità. Quando dico “noi” intendo dire la generazione di giovani evangelici che, nel corso degli anni '60, hanno condiviso la riflessione sulla testimonianza cristiana e sulla fede vissuta all'interno di un impegno politico di sinistra: dunque un gruppo di assidui frequentatori di Agape, i giovani del Movimento Cristiano Studenti ( Mcs) e il gruppo fondatore del Centro Jacopo Lombardini, a Cinisello Balsamo.
Proprio nell'impostazione dei corsi serali al Lombardini, che non potevano ripetere piattamente quelli della scuola media per i tredicenni, Diego ebbe un ruolo importante. Alcuni puntavano su di un insegnamento più “politico”, non solo quindi la conquista del pezzo di carta, ma anche lo sviluppo della “coscienza di classe” - così si diceva – in vista di un ruolo dirigente dei lavoratori nelle lotte in fabbrica ( era l'autunno caldo…) Altri ritenevano necessario che, prima di tutto, si acquisissero le competenze previste per la licenza media. Diego fu determinante, insieme a Giorgio Rochat e Giorgio Bouchard, per una impostazione che tenesse in considerazione i due aspetti, con una centralità nell'insegnamento della storia e delle scienze, mentre questioni più decisamente politiche e di attualità vennero affrontate con la costituzione di un circolo di ex-allievi, alcuni dei quali collaborarono poi come insegnanti.
L'incontro con Diego, da parte sua e anche nostra ( da Mario Miegge a Giovanni Mottura, a Gianfranco Manfredi) non fu però limitato ad aspetti politici, ma soprattutto fu una reciproca interpellanza di carattere teologico e relativa ai testi biblici sui quali Lanza aveva grandissima competenza.
Dopo aver conseguito la specializzazione a Monaco di Baviera, insegnò letteratura greca, prima come assistente e dal 1969 come titolare, presso l'Università di Pavia. Insieme alle molte pubblicazioni specialistiche fu coordinatore e direttore, con Luciano Canfora e Giuseppe Cambiano di un'opera collettiva sulla filologia greco-antica e sulla letteratura greca.
Dunque un uomo di grande cultura, un “esprit de finesse”, che non ti faceva mai pesare la tua ignoranza. Pronto alla battuta, allo scherzo, all'ironia e all'autoironia, dote assai rara oggi, aveva la capacità di ridurre a sintesi semplici e chiare le cose complicate, e a volte di seminare un sano dubbio nelle cose apparentemente più sicure... .
Diego ci ha lasciati all'età di 81 anni. Negli ultimi dieci anni aveva sofferto molto e combattuto malattie , sopportando varie operazioni, senza perdere la voglia di vivere e il coraggio, insieme a sua moglie Nicoletta Rostan e ai figli Simone e Andrea. Ciao, Diego.