Ricerca e consulta tutti gli articoli fino a luglio 2023

Questo archivio raccoglie articoli storici del nostro sito, conservando una preziosa testimonianza delle notizie e degli eventi passati.
Come utilizzare il modulo di ricerca
Il nostro modulo di ricerca è uno strumento potente che ti permette di esplorare l'archivio in modo facile e intuitivo. Puoi cercare gli articoli utilizzando diversi criteri:
  • Inserisci parole chiave o frasi specifiche per trovare articoli che trattano gli argomenti di tuo interesse.
  • Se stai cercando articoli scritti da un autore specifico, puoi inserire il suo nome per visualizzare tutte le sue pubblicazioni presenti nell'archivio.

Corridoi umanitari: prossimi arrivi il 24 e 25 ottobre

Forniti di visto umanitario da Beirut altri 128 profughi siriani atterreranno a Fiumicino

I prossimi gruppi di profughi siriani in arrivo a Fiumicino sono attesi lunedì e martedì, 24 e 25 ottobre: giungeranno in Italia in modo legale e sicuro con in tasca un visto umanitario rilasciato dall’ambasciata italiana di Beirut. Salgono così a 400, tra cui numerosi bambini, i beneficiari del progetto-pilota dei “corridoi umanitari” promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Tavola valdese e Comunità di Sant'Egidio. Come accade ormai già da dicembre dell’anno scorso, il team ecumenico in Libano ha svolto in diversi campi profughi numerosi colloqui con soggetti particolarmente vulnerabili (vittime di persecuzioni, famiglie con bambini, donne sole, minori non accompagnati, anziani, malati, persone con disabilità), avviando, per chi lo desidera, le pratiche con le autorità competenti. Una volta in Italia, i profughi - che avanzeranno tutti la richiesta di asilo - saranno ospitati dai promotori del progetto e dai loro partner in appartamenti e strutture di accoglienza dislocati su tutta la penisola secondo il modello dell’”accoglienza diffusa”.

Tra i partner della Fcei figura la Diaconia valdese che anche stavolta mette a disposizione le proprie strutture. 12 nuclei famigliari provenienti da Homs, Damasco, Aleppo o Latakia, saranno accolti a Luserna San Giovanni (TO), Torino, Padova e Reggello (FI).

Ormai non è più un esperimento, ma una realtà concreta che consente a persone in fuga dalla guerra e in “condizioni di vulnerabilità” di arrivare in Italia senza rischiare la propria vita nel Mediterraneo, e senza alimentare il micidiale business degli scafisti.

Il progetto – reso possibile grazie ad un accordo tra governo italiano (ministeri degli Esteri e dell’Interno - prevede l’arrivo di un migliaio di persone in due anni, non solo dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia. Si tratta di un modello replicabile di accoglienza e integrazione, tanto che ormai si sta studiando la sua realizzazione anche in altri Paesi europei. In una recente intervista rilasciata a “Protestantesimo-Raidue” il ministro Paolo Gentiloni ha ipotizzato la possibilità di aumentare la quota di mille visti fin qui prefissa.

Immagine di Mediterranean Hope

Interesse geografico: