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Accadde oggi, 8 ottobre

La comunità internazionale «perdona» il Sudafrica e lo toglie dalla lista nera di Paesi sotto embargo 

L’8 ottobre 1993 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite vota per l'abolizione immediata delle sanzioni economiche in vigore dal 1962 nei confronti del regime dell'apartheid in Sudafrica. Il blocco ha colpito settori vitali come il commercio, gli investimenti finanziari, i viaggi e i trasporti. Resteranno in vigore, per un breve periodo, solo le sanzioni petrolifere, almeno fintanto che i neri non andranno ufficialmente a sedere nei banchi del governo di Pretoria. Ciò avverrà da lì a poco, nella primavera dell’anno seguente. Per il momento, le 184 nazioni dell'Onu hanno votato una risoluzione che giudica positivamente la transizione politica in corso in Sudafrica e l'avvio del processo democratico.

La decisione viene dopo che il 24 settembre dell'anno precedente il leader dell’African National Congress (Anc) Nelson Mandela si era recato a New York per chiedere all'Onu la fine dell'isolamento economico del Sudafrica. L' appello di Mandela e dell’Anc, che fino a oggi avevano sostenuto la necessità di mantenere le sanzioni per continuare a esercitare una sufficiente pressione sul governo bianco del presidente F. W. de Klerk, è stato il principale risultato ottenuto fino a quel momento dal negoziato costituzionale in corso tra minoranza bianca e maggioranza nera. È questo quindi un altro capitolo fondamentale del tormentato percorso verso la democrazia dello stato africano. Ed il protagonista indiscusso è ancora una volta Nelson Mandela, il metodista paladino delle lotte per il riconoscimento dei diritti della maggioranza della popolazione del paese. In carcere per 28 anni, una volta liberato Mandela diventa il garante del mutamento in corso in Sudafrica, vera e propria icona moderna della strenua battaglia per il riconoscimento dei diritti di un’intera fetta della società. God bless Africa.

In copertina – Mandela: Son of Africa, Father of a Nation. Angus Gibson y Jo Menell

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