
Facoltà di Teologia. Fra «il pulpito e la cattedra»
30 settembre 2020
Il nuovo anno accademico si apre con nuove sfide per la formazione; ne parliamo con il decano, Fulvio Ferrario
Si aprirà sabato 3 ottobre con la prolusione del decano, prof. Fulvio Ferrario, il nuovo anno alla Facoltà valdese di Teologia di Roma.
Stuzzicati dal tema della sua relazione, «Il pulpito e la cattedra. Il servizio teologico nella chiesa evangelica», gli abbiamo chiesto un commento.
Il titolo sembra alludere alla questione del ruolo della Facoltà: formare pastori o formare teologi? o entrambi? Ferrario conferma: «Su questo punto mi esprimerò con una certa ampiezza nella prolusione», e spiega: «Lo statuto della Facoltà pone la formazione teologica dei pastori e delle pastore al primo posto. La chiesa si è dotata di altri strumenti con il compito di seguire altri aspetti della formazione, auspicabilmente d’intesa con la Facoltà. Esiste poi una domanda diffusa di formazione teologica, nelle chiese e (almeno altrettanto) fuori di esse. Credo che l’attuale pluralità di forme didattiche aiuti a evitare contrapposizioni in fondo poco utili: esiste un’ampia offerta formativa che può essere fruita da parecchie persone a costi molto bassi. Non tocca a me fare valutazioni sulla sua qualità, ma l’ampia accessibilità del materiale favorisce la trasparenza: chi vuole, può farsi un’idea precisa di quel che accade in Facoltà».
La didattica, in questi mesi, si è ulteriormente evoluta in modalità online: un’imposizione dell’emergenza, ma anche un’opportunità. Qual è la situazione attualmente?
«Credo ci siano i presupposti per essere ottimisti. Per quanto riguarda la formazione in vista del ministero pastorale, la Facoltà e il Convitto sono pronti per partire con le lezioni in presenza, attuando le prescritte misure di sicurezza. L’esperienza, breve ma assai intensa, accumulata nella scorsa primavera ci consente poi di introdurre una serie piuttosto nutrita di iniziative fruibili anche mediante piattaforma elettronica: la prolusione, molti corsi curricolari, le sessioni intensive. Anche la collaborazione diretta con le chiese può utilizzare lo strumento elettronico: abbiamo appena avuto una giornata di formazione per predicatori e predicatrici locali con oltre cinquanta partecipanti, organizzata in collaborazione con l’Associazione delle chiese battiste del Piemonte e con il IV Circuito».
Oggi ci troviamo in una situazione particolare, in cui gli studenti in Facoltà sono pochi, mentre moltissimi sono gli iscritti al corso di laurea a distanza. Come se lo spiega?
«In effetti, a volte si ha l’impressione, non particolarmente rallegrante, che lo studio teologico interessi più le persone esterne alle chiese che i loro membri. Il basso numero di chi viene a Roma in vista della formazione pastorale deve interrogare anzitutto le comunità. Che immagine di chiesa (e in subordine: di ministero pastorale) presentiamo ogni giorno? Il compito della Facoltà è formare nel modo migliore o meno peggiore possibile le persone che arrivano. La formazione
umana e ministeriale non va contrapposta a quella culturale: una persona che non capisce perché la preparazione teologica la aiuta a predicare e a fare catechismo, sarà pigra anche nel fare le visite pastorali. La prolusione sarà un appello a un determinato modello di teologia: discepolato e testimonianza cristiana nella forma del pensiero criticamente responsabile».
Allo stato attuale già si riscontra una carenza di pastori, ci sono diverse chiese affidate ai circuiti o a pastori richiamati in servizio, e nei prossimi anni la fascia d’età più consistente di pastori e pastore andrà in emeritazione: quale sarà il ruolo dei “laici” nella cura delle chiese locali?
«Se e in che misura le comunità continueranno a essere servite da pastore e pastori a tempo pieno, è questione che non dipende dalla Facoltà e, temo, solo in parte da Sinodi o direzioni ecclesiastiche: siamo di fronte a dinamiche sociologiche e finanziarie piuttosto impetuose, che spesso ci influenzano più di quanto riusciamo a influenzarle. Dal punto di vista della Facoltà, l’elemento decisivo è l’impegno per una formazione seria. A volte si ha l’impressione che alcuni settori delle chiese sottovalutino l’impatto della competenza teologica sulla pratica pastorale, salvo poi lamentarsi del livello della predicazione o dello studio biblico. Certo, la grazia di Dio salva anche senza teologia. Quest’ultima è soltanto una modesta fatica umana che aiuta chi, quella grazia, vuole e deve raccontarla».
In agenda si possono trovare i dettagli sui vari appuntamenti, che ricordiamo qui di seguito.
Sabato 3 ottobre ore 17,30 prolusione del decano della Facoltà di Teologia, Fulvio Ferrario, nel tempio valdese di piazza Cavour. Visti i posti limitati, la prolusione viene trasmessa anche in diretta streaming sulla pagina Facebook della chiesa di piazza Cavour (accessibile anche a chi non ha un profilo Facebook); in seguito, sarà a disposizione il video, anche sul canale YouTube della Facoltà. Domenica 4 ottobre, culto inaugurale nel tempio di piazza Cavour alle 10,45 presieduto dal prof. Yann Redalié, anch’esso trasmesso in diretta streaming con le modalità di cui sopra.
Lunedì 5 ottobre comincia una serie di incontri giornalieri nell’aula A della Facoltà (v. Pietro Cossa 42): dalle 9 alle 12 presentazione del programma, introduzione alla Biblioteca. Ore 14,30-17: le chiese evangeliche in Italia (introduzione per gli studenti internazionali).
Martedì 6 ottobre dalle 9 alle 11 il prof. Davide Romano parla su «Fare teologia nella Facoltà avventista di Villa Aurora».
Mercoledì 7 ottobre dalle 9 alle 11 il prof. Giuseppe Lorizio parla su «Fare teologia alla Pontificia Università Lateranense».
Giovedì 8 ottobre dalle 9 alle 11 i proff. Gury Schneider-Ludorff e Markus Mülke parlano su «Fare teologia all’Augustana Hochschule di Neuendettelsau».
Dal momento che la partecipazione in loco è limitata a 12 persone, tutti questi eventi possono essere seguiti anche in modalità telematica via Zoom: occorre iscriversi alla mail segreteria@ facoltavaldese.org.
Conclude la settimana, venerdì 9 ottobre alle 17,30 (sempre nell’aula A) la presentazione del libro Rileggere la Riformadi Fulvio Ferrario e Lothar Vogel. Presiede il dott. Domenico Segna, Intervengono i proff. Cettina Militello (Marianum) e Paolo Ricca (FVT). Anche in questo caso l’incontro può essere seguito in modalità telematica via Zoom: occorre iscriversi alla mail segreteria@ facoltavaldese.org.