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Dio conosce il nostro cuore

Un giorno una parola – commento a 
Geremia 12, 3

Signore, tu mi conosci, tu mi vedi, tu provi quale sia il mio cuore verso di te
Geremia 12, 3

Gesù dice: «Come il padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore»
Giovanni 15, 9

Insegno musica alle medie, lavoro che molti elogiano, pochi invidiano. In realtà, non è male, i ragazzini sono matti e buffi. Io non mi prendo molto sul serio, cosa che spesso spinge loro a farlo al posto mio. Se non lo fanno, e rimangono nei limiti della buona educazione, pazienza. I genitori collaborano. Facciamo molti saggi, ci prendiamo molta paura, e ci divertiamo moltissimo. Siamo il terrore dei professori di matematica, che si ostinano a spiegare le equazioni mentre noi perfezioniamo la nostra capitale esecuzione di “Pirati dei Caraibi”.

Qualcuno fa resistenza passiva, ma nessuno è stato bravo a farlo in maniera irritante come Tommaso, per tre anni, con splendidi risultati. Qualsiasi cosa cercassi di spiegare, lui guardava con aria di desolata sufficienza. Usava la tastiera solo per usarla da mitraglietta, molto spesso mentre spiegavo qualcosa alla lavagna, o i compagni cercavano di suonare. Durante le prove, scivolava in fondo e distraeva qualche compagno con una parte secondaria, fino a coinvolgerlo nei suoi giochi e fargli perdere il filo.

Sabotava tutte le attività. Rispondeva sempre con aria di sufficienza. La sua frase preferita era: a che serve la musica? Questo per tre anni, meno due settimane. Alla penultima settimana di scuola, mi spedisce la registrazione di un rap fatto da lui medesimo, con le sue manine, sopra una base trovata su Internet. Bene, il testo è bello: ha un ritmo un po’ semplice, ma incisivo, efficace, non scontato. Le parole, salvo i luoghi comuni dell’Arcadia rap, che esigono almeno quattro parolacce e il passaggio di una canna (pensa che serva a pescare) sono chiare, profonde e precise, e raccontano di un ragazzino che non si sente all’altezza delle aspettative del mondo nei suoi confronti, si consola facendo un po’ il gradasso, con tono di chiedere scusa. Il tutto è tenero e poetico, e non manca di profondità.

Forse me lo aspettavo, ma non ci speravo. Non ci avrei scommesso mai un soldo. Solo Dio conosceva il suo cuore.

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