Al mattino fammi udire la tua bontà, perché in te confido
Salmo 143, 8
I discepoli uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla. Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva
Giovanni 21, 3-4
I discepoli escono a pescare e non prendono nulla. Succede. Non tutti quelli che in questo periodo vanno in cerca di funghi, tornano a casa con il cestino pieno. Per Pietro e gli altri però, che pescavano per vivere, questo è particolarmente grave: non si tratta soltanto di fatica e tempo sprecati. Inoltre, è umiliante: va bene per dei pescatori inesperti, non per dei professionisti. All’alba, questi uomini sono dunque stanchi, delusi e rattristati.
D’improvviso, Gesù si presenta sulla riva: giunge tanto inaspettato che, sul momento, non è riconosciuto. Tuttavia, i discepoli eseguono prontamente quanto egli dice loro. Forse ne percepiscono l’autorità; forse, con scetticismo, pensano: «Fatto trenta, facciamo trentuno!». Ma lo fanno: e questo è l’importante. Trovano i pesci, perfino troppi, e ora lo riconoscono.
Spesso, il Signore entra nelle nostre vite quando meno lo aspettiamo, quando non siamo pronti e non abbiamo alcuna possibilità di far bella figura… Forse è proprio per questo: se fossimo preparati, se avessimo le cose in ordine e potessimo mostrare i nostri risultati, saremmo sicuri di noi stessi. E, probabilmente, saremmo meno pronti ad accettare o ricercare consigli, aiuto… Ma il Signore non viene a ironizzare su pescatori senza pesci, ma a guidarci e sostenerci proprio nei momenti di pesca infruttuosa. Non può pescare per noi, perché questo è il nostro compito ma, nondimeno, egli è con noi e desidera rallegrarsi con noi.
Infatti, dopo altro lavoro e nuova fatica, dopo si può far colazione assieme: e un pesce cotto sulla brace, diventa il più splendido dei banchetti. Si è sereni, di buon umore: non tanto per la pesca abbondante, ma perché il Signore era, ed è sempre stato, sulla riva. Cristo è sempre pronto a sostenerci anche quando non sappiamo, non speriamo, di ricevere aiuto.