Ricerca e consulta tutti gli articoli fino a luglio 2023

Questo archivio raccoglie articoli storici del nostro sito, conservando una preziosa testimonianza delle notizie e degli eventi passati.
Come utilizzare il modulo di ricerca
Il nostro modulo di ricerca è uno strumento potente che ti permette di esplorare l'archivio in modo facile e intuitivo. Puoi cercare gli articoli utilizzando diversi criteri:
  • Inserisci parole chiave o frasi specifiche per trovare articoli che trattano gli argomenti di tuo interesse.
  • Se stai cercando articoli scritti da un autore specifico, puoi inserire il suo nome per visualizzare tutte le sue pubblicazioni presenti nell'archivio.

Niente eucaristia per le coppie “miste”

Rubrica «In cammino verso l’unità della chiesa» della trasmissione di Radiouno «Culto evangelico» curata dalla Fcei, andata in onda domenica 8 novembre

Si è concluso da poco il Sinodo dei vescovi cattolici sulla famiglia, e da molte parti si tenta un bilancio: c’è chi è entusiasta, chi moderatamente soddisfatto, chi deluso. Per parte nostra il mese scorso, a Sinodo appena iniziato, avevamo parlato delle coppie miste o interconfessionali, quelle dove un coniuge è cattolico e l’altro appartiene a un’altra chiesa cristiana. Esprimevamo l’auspicio che esse non siano più considerate come casi problematici e che si apra alla possibilità di una piena partecipazione all’eucaristia del coniuge non cattolico.

Le nostre speranze sono state frustrate: anche se il Sinodo ha avuto qualche parola di apprezzamento per «l’intrinseco valore» e «l’apporto che [le famiglie interconfessionali] possono dare al movimento ecumenico» (citazione dall’esortazione apostolica Familiaris Consortio, 1981), la Relazione finale ribadisce quanto previsto dal Direttorio ecumenico del 1993, e cioè che «sebbene gli sposi di un matrimonio misto abbiano in comune i sacramenti del battesimo e del matrimonio, la condivisione dell’Eucaristia non può essere che eccezionale».

Eppure c’erano state varie proposte di apertura. Una, dalla Gran Bretagna, ipotizzava che i coniugi anglicani fossero autorizzati «d’ufficio» a partecipare all’eucarestia cattolica: proposta però subito bocciata dall’arcivescovo cattolico di Birmingham (Bernard Longley, che tra l’altro è il co-presidente della Commissione internazionale di dialogo tra anglicani e cattolici). Invece i vescovi tedeschi, nella loro risposta al questionario pre-sinodale, osservavano che in Germania «nell’oltre 40% dei matrimoni in cui uno dei partner è cattolico l’altro appartiene a un’altra confessione cristiana, in genere a quella evangelica» e che «l’esclusione dalla comunione del partner di un’altra confessione viene considerata un ostacolo, in particolare per l’educazione cristiana dei figli». E concludevano chiedendosi: «Non hanno forse i matrimoni misti […] un grande bisogno spirituale che nel caso singolo permetterebbe l’ammissione all’eucaristia del partner non cattolico?».

Il Sinodo, per ora, ha fermato queste aperture. Ma fino a quando? Alla base delle chiese continua il fermento di chi chiede il superamento della scandalosa divisione dei cristiani alla mensa eucaristica. Come il gruppo ecumenico che, domenica scorsa, è stato invitato a partecipare alla Cena del Signore durante il culto comune delle chiese evangeliche di Torino per la Domenica della Riforma. «Questo invito», ha detto il portavoce del gruppo, è l’occasione per ricordare insieme «un momento importante della storia di tutti noi, che seppure ha portato divisioni, molto più ha donato ricchezza, stimolo, crescita reciproca».

Foto di jclk8888, con Licenza: CC0 Public Domain, by Pixabay