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Sfogliando i giornali del 13 febbraio

La risoluzione Onu contro le fonti di finanziamento dell'Isis, la liberazione delle due attiviste che avevano sfidato il divieto di guidare in Arabia Saudita, la Camera dell’Oklahoma che approva una proposta di legge per "proteggere" i religiosi contrari al matrimonio omosessuale, i giornalisti di Al Jazeera rilasciati in Egitto, l'arresto di mille migranti a Melilla

01 – Isis, risoluzione Onu per fermare i finanziamenti al gruppo

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato ieri all’unanimità una risoluzione per fermare le fonti di finanziamento del gruppo Stato islamico, come il commercio di reperti archeologici dalla Siria, la vendita illegale di petrolio e i rapimenti. L’Onu ha annunciato che i paesi che acquistano petrolio dal gruppo jihadista o dal Fronte al Nusra, organizzazione presente in Siria e Iraq affiliata ad Al Qaeda, potranno essere sanzionati. La risoluzione è legalmente vincolante, e dà al Consiglio pieni poteri nell’approvare le sanzioni. A margine della decisione, il Consiglio ha chiesto ai governi di non pagare riscatti per i sequestri. Intanto, questa mattina i miliziani dello Stato islamico hanno lanciato un attacco contro la città di Al Baghdadi, nella provincia di Anbar, in Iraq, vicino alla base militare di Ain al Asad, dove circa 300 soldati statunitensi stanno addestrando le truppe irachene. Non è ancora chiaro se i jihadisti abbiano preso il controllo della città di Al Baghdadi, ma un portavoce del Pentagono ha dichiarato che la base militare non è stata attaccata.

02 – Arabia Saudita, liberate le attiviste che hanno sfidato il divieto di guidare

In Arabia Saudita due attiviste, detenute per aver sfidato il divieto imposto dalla monarchia saudita che impedisce alle donne di guidare, sono state liberate dopo 72 giorni di carcere. Le due donne, la 25enne Loujain al Hathloul e la 33enne Maysa al Amoudi, erano state arrestate il primo dicembre: Al Hathloul stava cercando di raggiungere l’Arabia Saudita dagli Emirati Arabi, Al Amoudi era stata arrestata alla frontiera dove si era recata per sostenere l’iniziativa dell’amica. In Arabia Saudita le donne che guidano in pubblico rischiano una multa e l’arresto, ed è l’unico paese al mondo in cui esiste questo tipo di divieto.

03 – Stati Uniti, la Camera dell’Oklahoma approva una proposta di legge per "proteggere" i religiosi contrari al matrimonio omosessuale

Il parlamento dell’Oklahoma ha approvato questa settimana una legge per garantire l’immunità ai religiosi che si rifiutano di celebrare matrimoni tra coppie di persone dello stesso sesso. La decisione, presa con un’ampia maggioranza di 88 voti favorevoli, proteggerà i membri del clero da ogni genere di causa civile o denuncia, e verrà sottoposta nelle prossime settimane anche al Senato. Il principale sostenitore della legge, il repubblicano David Brumbaugh, sostiene che la decisione non sia discriminatoria, ma «serve soltanto a proteggere i pastori». La nuova normativa è soltanto una tra le tante proposte della maggioranza repubblicana in Oklahoma, che sta conducendo una battaglia contro il matrimonio omosessuale. I difensori dei diritti Lgbt hanno annunciato che se la legge dovesse diventare esecutiva ci saranno ricorsi e si utilizzeranno tutti gli strumenti possibili per contrastarla.

04 – Egitto, rilasciati gli ultimi due giornalisti di Al Jazeera

I due giornalisti di Al Jazeera ancora detenuti in Egitto, Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, sono stati scarcerati. Lo hanno annunciato le loro famiglie dopo che ieri un tribunale ne aveva deciso il rilascio su cauzione, ma senza archiviare il caso contro di loro. Mohamed Fahmy e Baher Mohamed sono stati in carcere oltre quattrocento giorni, sin dal 29 dicembre 2013, insieme al loro collega australiano Peter Greste, liberato il primo febbraio, con l’accusa di «diffusione di false informazioni e di favoreggiamento dell’organizzazione illegale dei Fratelli musulmani». La prossima udienza è in programma il 23 febbraio.

05 – Spagna/Marocco, deportati da Melilla oltre 1000 migranti

Circa 1200 migranti sono stati arrestati e deportati in località non precisate nel sud del Marocco nel quadro di un’operazione congiunta della polizia spagnola e di quella marocchina con lo scopo di impedire partenze per l’Europa dall’enclave spagnola di Melilla. Secondo una ricostruzione fornita dagli attivisti dell’Associazione marocchina per i diritti umani e confermata poche ore dopo da responsabili delle forze dell’ordine, gli agenti hanno condotto un’azione sul monte Gourougou, in un’area dove i migranti erano accampati in attesa di tentare di superare le barriere metalliche che separano il Marocco dall’enclave spagnola. Il governo di Madrid calcola che da inizio anno siano stati circa 2000 i migranti giunti in Spagna da Melilla e da Ceuta, l’altro possedimento spagnolo in Nordafrica.

Foto "Valla fronteriza en Melilla" di Ángel Gutiérrez Rubio - Flickr: IMG_0654. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons.